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Fuori la mafia… – Un film di Mauro Baldelli e Mirko Preatoni

MOLTO INTERESSANTE PER CHI VUOLE CAPIRE LA TRATTATIVA STATO-MAFIA

dalla pagina youtube del video:

Questo breve film documentario, della durata di circa 50 minuti, è in qualche modo figlio del convegno del 18 luglio 2013 presso la facoltà di giurisprudenza di Palermo.
In quella occasione il Procuratore Roberto Scarpinato aveva fatto riferimento allo stato di “minorità culturale” in cui viene mantenuto il paese.HP LUMOS GRYFFINDOR CHARM BRACELET 7708
Una condizione di non consapevolezza indotta grazie alla quale la responsabilità delle stragi risulterebbe ascrivibile solo all’ala militare di cosa nostra, a quei mafiosi brutti e cattivi, ex villici semianalfabeti che, da soli, sarebbero riusciti ad orientare le politiche di uno stato fino ad arrivare ad essere in grado di incidere sull’elezione del presidente della repubblica.
Ad opporsi a queste icone del male assoluto ci viene presentato uno stato fatto di uomini valorosi che in un’epica infinita battaglia cerca di contrastare questo fenomeno, di contenere questo male incurabile che in Italia si chiama mafia.
HP WAND OLLIVANDER -DRACO- 7256Obiettivo di questo lavoro è parlare a chi faccia di logica e buon senso il proprio punto di partenza.
Non occorre essere esperti di questioni di mafia per vedere, in molte delle storie che ci vengono raccontate, incongruenze decisamente incredibili nel senso letterale della parola e cioè non credibili.
L’assurdità di queste incongruenze ci da il metro della tranquilla arroganza dei responsabili ed al contempo della bassissima considerazione in cui è tenuta la nazione, la gente di questo paese “mantenuto minorenne”.HPMAG MINISTRY OF MAGIC ADVENTURE PACK Knight Models NUOVO
Ma se a questi singoli episodi non credibili si cerca di dare una lettura unitaria ecco che tutto diventa più chiaro, certamente sconfortante e terribile, ma per l’appunto logico.
Non so se questo film potrà essere di una qualche “utilità” per chi lo vedrà, ma certamente posso dire che “utile” lo è stato per noi.
L’esperienza umana che abbiamo vissuto durante le riprese e che ci hanno regalato le persone intervistate è stata indimenticabile ed è a tutti loro ed alle loro famiglie che va il nostro ringraziamento più profondo.

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Scritto da Redazione AntimafiaDuemila

Dopo aver sentito Giuffré oggi sarà sentito nuovamente Brusca oltre a Spatuzza

di AMDuemila – 7 giugno 2012
Prosegue con l’esame del pentito Giovanni Brusca la terza giornata di incidente probatorio disposto dal gip di Caltanissetta nell’ambito della nuova inchiesta sulla strage di via D’Amelio che vede indagati i boss Salvo Madonia, Vittorio Tutino, Salvo Vitale e l’ex pentitoCalogero Pulci per il nuovo filone di indagine sulla strage di via D’Amelio. Brusca, interrogato dai pm nisseni e dal legale di Madonia, l’avvocato Sinatra, ieri, per oltre 7 ore, ha parlato della trattativa tra Stato e mafia.HS ACME 30005 stazione ferroviaria italiana delle FS Limousine edition kit nuovo di fabbrica Più precisamente, ha raccontato il collaboratore di giustizia, le trattative furono molteplici, con diversi oggetti e protagonisti. Il boia di Capaci ha riferito che la più significativa delle trattative di cui è a conoscenza è quella portata avanti dal boss Totò Riina.

“Solo dopo anni – ha detto il pentito – ho scoperto dai giornali che i suoi interlocutori erano i carabinieri”. Il pentito, che per primo parlò del papello con le richieste alle istituzioni a cui il capomafia corleonese avrebbe subordinato la fine della strategia stragista, ha poi raccontato di avere saputo dal padrino che tra i soggetti che nel tempo avevano mostrato interesse a dialogare con Cosa nostra c’erano, oltre all’ex sindaco di Palermo Vito CianciminoHS ACME ac52340 treno rapido carro ICE Norderney 2.kl. il DB AG, il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri e il leader della Lega Umberto Bossi. Brusca ha poi parlato di un altro tentativo di “dialogo” con lo Stato avviato nei mesi di marzo-aprile del 1992, prima quindi della strage di Capaci. Per spingere lo Stato a scendere a patti con Cosa nostra, insieme all’ex bandito della Mucciatella Paolo Bellini e al mafioso Nino Gioè, poi morto suicida in carcere, Brusca aveva già parlato dell’idea di colpire i monumenti storici. Bellini, piccolo criminale, alias Roberto Da Silva “esperto di opere d’arte” avrebbe avuto spesso rapporti coi boss, fatto recuperare quadri rubati ai carabinieri, e commissionato furti alla mafia. Gioè gli avrebbe chiesto cosa sarebbe successo se “un giorno la torre di Pisa non fosse più esistita” e lui avrebbe risposto che “la città sarebbe stata messa in ginocchio”. Brusca ha anche ribadito che fra l’87 e l’88 Cosa nostra, su indicazione di Toto’ Riina, avrebbe votato per il Psi e in particolare per Claudio Martelli.

HS Busch 8807 caserma KIT TTMartedì anche il collaboratore di giustizia Nino Giuffré ha confermato l’esistenza della trattativa. Ai pm ha ricostruito la riunione che tenutasi tra la fine di novembre e gli inizi di dicembre del 1991 quando l’allora capo dei capi di Cosa nostra, Totò Riina, ha comunicato alla commissione provinciale l’inizio di una nuova fase, ovvero l’inizio della strategia terroristica.
Riunito in un appartamento nel centro di Palermo c’era l’intero gotha delle «famiglie»: Raffaele Ganci, Pietro Aglieri, Carlo Greco, Matteo Motisi, Michelangelo La Barbera, Giuseppe Graviano e Salvino Madonia. Certo dell’esito negativo del maxiprocesso, prossimo alla sentenza di Cassazione, Riina comunicò una lista di personaggi da eliminare: nemici – come Giovanni Falcone – e vecchi amici che non avevano rispettato i patti. “Calogero Mannino, Salvo Andò e Salvo Lima”. Sulla trattativa ha poi aggiunto: “Dalla stampa capii che Vito Ciancimino (ex sindaco mafioso di Palermo n.d.r.) stava collaborando con le forze dell’ordine o con i magistrati e chiesi spiegazioni a Provenzano. Lui rispose: ‘Vito e’ in missione si occupa dei nostri interessi’”. HS Liliput l344353 vagoni cappe Tetto OBB EPOCA III-V Hoe
In merito alle dichiarazioni fin qui rese dai collaboratori di giustizia è intervenuto il Procuratore capo di Palermo Francesco Messineo: “Le dichiarazioni sostanziano la nostra ipotesi. Per noi, questo sviluppo di indagine di Caltanissetta è positivo, perché rafforza il nostro impianto, anche se non conosco dettagaliatamente i fatti. Fatti che stanno accertando a Caltanissetta in questo incidente probatorio disposto dal gip”. Intanto, sempre oggi, nell’aula bunker del carcere di Rebibbia, deporrà anche il pentito Gaspare Spatuzza che con le sue dichiarazioni ha consentito la riapertura dell’inchiesta. Spatuzza ha tirato in ballo Tutino, accusandolo di avere rubato la 126 imbottita di tritolo e poi usata per uccidere Borsellino, e Vitale che avrebbe avvertito il commando di cosa nostra guidato da Giuseppe Graviano dell’arrivo del magistrato in via D’Amelio. Entro domani, infine, sarà sentito anche Tommaso Cannella.HS Tillig 522179 da display auto 1 OFF. carri merci 537 6 630-6 DB AG Spur HO

da: AntimafiaDuemila.com

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